MONO NO AWARE
Forse il concetto buddhista più intrinseco nella cultura giapponese, esso può essere tradotto come “partecipazione emotiva alle cose” o “sensibilità delle cose”. Il termine è composto dalle parole mono (物) “cosa” e aware (哀れ) ossia “pathos”. Quando vediamo qualcosa di bello, ci assale la tristezza perché sappiamo che tale bellezza non durerà in eterno. Il fatto di apprezzare tale fascino, aumenta il piacere che traiamo mentre osserviamo quelle cose in un determinato momento. L’esempio migliore di mono no aware è senz’ombra di dubbio lo hanami (花見), il godere della bellezza della fioritura dei ciliegi.

TSUNDOKU
Tsundoku, termine entrato in uso comune anche da noi, è la pratica di acquistare e accumulare libri senza leggerli. Chiunque sia amante dei libri, compreso il sottoscritto, il più delle volte non ha il tempo di leggere libri alla stessa velocità con cui li compra. Il vocabolo tsundoku è anche un gioco di parole divertente: tsumu (積む) significa “ammucchiare” e oku (おく) “lasciare”.

Grazie Nicola per questa immersione nella cultura del popolo giapponese. Da appassionato di lingue ed alfabeti non posso che apprezzare queste perle che di tanto in tanto affiorano dal web. Chi conosce Wittgenstein e la sua citazione più nota:” i limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo”, ne potrà dedurre utili meditazioni sui modi e i fini del viaggiare.
Un’altra parola casualmente scoperta in un blog di un’ italiana è Komorebi che meriterebbe a pieno titolo di essere aggiunta al tuo elenco.
Sono felice che ti siano piaciute! Ho già in mente di realizzare un secondo articolo più avanti e di sicuro inserirò questa parola che mi hai detto. Devo dire la verità, non la conoscevo!